Cancellare notizie da Google: leggi questi provvedimenti del Garante

Il diritto all’oblio è quel diritto riconosciuto ai cittadini di cancellare notizie da Google. Al fine di poter esercitare tale diritto, è necessario presentare una richiesta ai motori di ricerca e, in caso di rifiuto, è possibile presentare ricorso al Garante Privacy. Quest’ultimo, solo nel caso in cui ci siano i presupposti, provvederà a ribaltare la situazione ordinando al motore di ricerca di deindicizzare i contenuti oggetto del reclamo.

I provvedimenti del Garante della Privacy italiano

In relazione al diritto all’oblio Google, l’articolo di oggi propone l’analisi di un paio di provvedimenti del Garante della Privacy italiano.

Provvedimento 27 maggio 2021

Nel provvedimento del 27 maggio 2021, un cittadino ha chiesto di rimuovere informazioni personali da Google, in merito a fatti di cronaca, risalenti ad alcuni anni prima. Questi riguardavano vicende di dissesto economico di importanti istituti bancari e finanziari, connesse all’attività svolta da una società di intermediazione da lui gestita. Con una nota del 1° luglio 2020, Google ha comunicato di non poter aderire alla richiesta di rimozione avanzata dall’interessato.

Gli articoli in questione erano collegati a notizie di cronaca pubblicate nel corso del 2016 da testate giornalistiche internazionali, specializzate in informazione finanziaria. Queste parlavano del fallimento della società di trading fondata e gestita dal reclamante. Per questo motivo, secondo il motore di ricerca, deve ritenersi sussistente l’interesse pubblico, anche in virtù dell’attuale ruolo svolto dall’interessato, che ricopre l’incarico di direttore amministrativo-finanziario di una società.

Il Garante Privacy ha rilevato che i contenuti reperibili tramite gli URL sopra indicati rimandano, nel loro complesso, ad informazioni collegate ad una vicenda recente riguardante ingenti perdite economiche. Queste hanno riguardato importanti banche d’investimento, per effetto dell’attività svolta da una società di trading gestita dal reclamante, motivo per cui il reclamo è stato ritenuto infondato.

Provvedimento del 28 luglio 2022

Il provvedimento del 28 luglio 2022 è inerente alla richiesta di rimozione notizie da internet di alcuni URL collegati ad articoli giornalistici risalenti al 2012, presentata da un cittadino nei confronti di Google LLC. Essi riguardavano una vicenda giudiziaria, che aveva coinvolto il medesimo ed alcuni altri soggetti, all’epoca clienti dell’interessato. Inoltre, il reclamante ha specificato che gli articoli originali, riprodotti nei suddetti link da servizi di news feeding, sono stati già rimossi dagli editori delle relative testate giornalistiche.

Attraverso una nota, Google ha comunicato al reclamante di non poter prendere alcun provvedimento riguardo i primi due URL in quanto non risultano essere visualizzati tra i risultati di ricerca di Google associati al proprio nominativo. I restanti URL, invece, non risultano accessibili in quanto è necessaria una registrazione presso il relativo sito per poter visualizzare la versione integrale degli articoli.

Secondo Google, infine, le pagine collegate agli URL contestati attengono a reati commessi nell’esercizio della professione svolta dal medesimo, sia all’epoca dei fatti che attualmente. Pertanto, nonostante le scarne informazioni riferite nel reclamo, deve ritenersi sussistente l’interesse pubblico.

Nel provvedimento del 28 luglio 2022, il Garante Privacy ha rilevato che i predetti articoli riportano notizie non aggiornate ed avvenute nel 2012, rispetto ai quali la vicenda risulta essere terminata, motivo per cui il ricorso è stato ritenuto fondato. Così, è stato ordinato a Google di rimuovere le informazioni entro 30 giorni dalla ricezione del provvedimento.

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