Eliminare notizie da Google, un recente provvedimento del Garante

Attraverso il provvedimento n. 9742722 del 16 dicembre 2021, il Garante Privacy si è espresso in merito alla richiesta di cancellazione di notizie personali da Google, anche chiamato diritto all’oblio. Questo diritto è conosciuto come il diritto ad essere “dimenticati”, ossia a non essere più ricordati, dall’opinione pubblica, per fatti che in passato sono stati oggetto di cronaca. Vediamo, nel dettaglio, la vicenda e quanto stabilito dal Garante per la Privacy. Ricordiamo che per cancellare notizie da internet (in particolare, eliminare notizie da Google e dai comuni motori di ricerca) è necessario presentare richiesta al titolare del motore di ricerca e, in caso di mancato accoglimento della stessa, rivolgersi all’Autorità per la protezione dei dati attraverso il reclamo.

La vicenda ed il parere del Garante

Il caso in questione riguarda la segnalazione, da parte di un soggetto, in merito ad una richiesta presentata a Google di rimozione, dai risultati di ricerca, di un URL rinviante al proprio nominativo su un articolo pubblicato su “L’Espresso”, dove veniva descritta la sua carriera politica dal 1995 al 2018 e, sempre secondo il reclamante, i contenuti presenti risultavano lesivi della propria immagine e reputazione. Secondo il reclamante i dati presenti nell’articolo non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati trattati ma la richiesta di deindicizzazione venne rigettata dal motore di ricerca. Una volta appreso il rifiuto della richiesta, il soggetto in data 21 maggio 2021 ha presentato ricorso al Garante Privacy il quale, per valutare attentamente il caso in questione, chiese a Google di specificare le motivazioni del rigetto della richiesta. Il famoso motore di ricerca, in una nota, ha ritenuto che: “il reclamo è inammissibile in quanto basato sulla tutela della reputazione, dell’onore e dell’immagine del reclamante piuttosto che sulla tutela dei suoi dati personali, beni della vita diversi e per i quali non si può invocare il diritto all’oblio e che pertanto tali pretese dovranno esser fatte valere direttamente nei confronti degli autori o editori dell’articolo in questione e non nei confronti di Google“. Il Garante Privacy, tenendo conto che per invocare il diritto all’oblio occorre considerare, oltre che il trascorrere del tempo, anche le Linee Guida n. 5/2019 stabilite dall’European Data Protection Board (EDPB), in base alle quali il pubblico deve avere la possibilità di cercare informazioni su soggetti che svolgono un ruolo pubblico ha stabilito che l’URL di cui è stata richiesta la deindicizzazione rimanda ad un articolo di tre anni fa’ e che, in ragione del poco tempo trascorso, non è venuto meno l’interesse della collettività. Le ragioni di cui sopra hanno portato, pertanto, il Garante Privacy a ritenere il reclamo infondato. Per leggere integralmente il provvedimento del Garante clicca qui.

 

 

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