Quando un Governo chiede la Cancellazione dei Risultati di Ricerca Google

In ogni Paese del mondo sono presenti ormai delle leggi che gestiscono la disponibilità di contenuti online e, in particolare, nei motori di ricerca come Google. Questo perché, così come nello spazio fisico e reale, anche sul web è importante che vengano rispettate leggi sulla privacy, sul copyright, sul diritto all’oblio e sulla tutela dei vari diritti sulle community online.

Capita spesso infatti a Google di ricevere richieste di rimozione contenuti per diversi motivi e da diversi tipi di richiedenti, compresi tribunali ed enti governativi.

Dati dettagliati su questo tipo di richieste governative sono presenti nel Rapporto di Trasparenza di Google, in cui sono divulgati dati sulle richieste di rimozione contenuti ricevute da parte dei governi in periodi di sei mesi, al fine di promuovere dibattiti sulla regolamentazione dei contenuti sul web.

I tribunali e gli enti governativi possono desiderare la rimozione di alcuni contenuti da Google per una serie di ragioni, prima fra tutte il reclamo del fatto che il contenuto costituisca una violazione della legge locale: le richieste più frequenti riguardano infatti accuse di diffamazione, incitamento all’odio o di norme violate in merito ai contenuti per adulti, leggi che variano in base al Paese/area geografica.

In altri casi, gli organismi statali potrebbero includere ingiunzioni del tribunale in merito alla richiesta di rimozione spesso non dirette a Google. O ancora, alcune richieste da parte delle autorità statali richiedono semplicemente a Google di esaminare dei contenuti per verificare se costituiscano o meno una violazione delle norme della community. di Google o dei suoi prodotti.

Infine, un ultimo tipo di contenuti di cui spesso le autorità governative richiedono la rimozione è quello che riguarda la sicurezza nazionale: tutto ciò che riguarda quindi contenuti politici, critiche allo Stato, per cui vengono spesse chiamate in gioco leggi sulla diffamazione, sulla privacy e sul copyright.

Di seguito è mostrato un grafico del Rapporto di Trasparenza di Google che mostra i motivi principali citati nelle richieste di rimozione contenuti. Essi riguardano le richieste dal periodo di dicembre 2010 e sono suddivisi in categorie: incitamento all’odio, oscenità, diffamazione, ecc.

Per quanto riguarda invece le modalità di invio di una richiesta governativa a Google, per mandare una richiesta le autorità governative utilizzano diversi canali e livelli di struttura statale, quali le ingiunzioni di un tribunale, le richieste da parte di forze dell’ordine, le richieste scritte da parte di enti governativi nazionali e locali e l’inoltro da parte di richieste di utenti terzi.

Una volta inviata la richiesta di rimozione di informazioni dai prodotti Google, essa viene attentamente esaminata dal loro team per verificare se esse violi una legge tra le sopra citate o una norma del prodotto Google ed allo stesso tempo la sua legittimità e completezza. Talvolta le richieste per iscritto da parte di enti non bastano e necessitano un’ulteriore ingiunzione di tribunali, sui quali viene fatto affidamento per stabilire se effettivamente un’affermazione o informazione sia diffamatoria o meno, stando alle leggi locali.

Anche quando si allega un’ingiunzione del tribunale alla propria richiesta per fornire prove a supporto, non è detto che Google prenda provvedimenti in merito a tale richiesta. Può infatti capitare che una rimozione non avvenga perché la richiesta non era sufficientemente specifica nella spiegazione dell’oggetto ed in questi casi vengono richieste ulteriori informazioni. Altrimenti, è possibile che un mancato provvedimento da parte di Google venga spiegato con una dimostrazione di rimozione già avvenuta da parte del proprietario del contenuto stesso.

Come mostrato nel seguente grafico, i prodotti Google che più spesso ricevono richieste del genere sono Youtube, Ricerca Google e Blogger, tra gli altri prodotti.

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