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Riforma Cartabia per Cancellare Notizie Obsolete da Google

La deindicizzazione approvata dalla Commissione al testo della riforma del processo proposta dal Ministro Cartabia che modifica l’art. 154 delle disp. Att. al codice di procedura penale, prevede che l’imputato o l’indagato che abbia ottenuto un provvedimento a lui favorevole, tra i seguenti: decreto di archiviazione, sentenza di assoluzione o sentenza di non luogo a procedere, possiede un titolo privilegiato per poter chiedere la rimozione dei dati compromettenti a lui connessi, a seguito del procedimento affrontato. Per esemplificare: qualora Tizio sia stato prosciolto o assolto potrà richiedere, con il provvedimento del Giudice alla mano, che i propri dati personali non compaiano più sui motori di ricerca, come ad esempio Google, restando visibile ai fruitori della rete solamente il fatto storico, senza il pericolo che Tizio sia ricollegato alla vicenda giudiziaria. Quanto approvato dalla Commissione in un’ottica di miglioramento fissata dal disegno di legge A.C. 2435 anche denominata “riforma della giustizia penale”, garantirebbe a dire di uno dei firmatari dell’emendamento, il Deputato Enrico Costa, “in modo effettivo il diritto all’oblio degli indagati o imputati”, rappresentando altresì un principio di civiltà giuridica. Prima dell’approvazione del testo di riforma l’iter procedurale per rimuovere un contenuto, ancorché vero ma obsoleto, non era di così facile ottenimento. La ratio cui si ispira l’emendamento in esame, è basato sull’assunto del c.d. “fine processo, fine gogna mai”. L’espressione così coniata, indica in modo più che corretto ciò che accade alla persona che, nonostante la pronuncia di assoluzione, o pur avendo espiato la propria pena in epoca risalente, viene perseguitata dal fatto di aver avuto un processo a suo carico ovvero di essere stata condannata. Invero, è frequente, soprattutto con l’ausilio dei vari motori di ricerca come Google, che l’interessato nonostante sia per la legge soggetto giuridicamente riabilitato poiché ha scontato la propria condanna, sia comunque avvinto da preclusioni sociali derivanti dalle notizie del suo passato.

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I cambiamenti del diritto all’oblio con la riforma Cartabia

Dapprima, un provvedimento assolutorio, sentenza o archiviazione, non era automaticamente idoneo per richiedere la deindicizzazione delle informazioni dai motori di ricerca né, ancor di più, per la rimozione della notizia dai siti web che l’avevano pubblicata. L’istanza per la rimozione dei contenuti personali da una certa notizia, o la cancellazione vera e propria di un articolo avvenivano tramite una richiesta apposita ai motori di ricerca, attraverso moduli che venivano e vengono tutt’ora messi disposizioni degli stessi provider, come per esempio la compilazione del modulo Google per la cancellazione di dati personali o di un URL particolare. L’emendamento di cui all’art. 13 bis del DDL A.C. nr. 2435, è espressione del principio della presunzione di innocenza, pietra angolare del giusto processo, introdotta dalla direttiva UE 16/343 che statuisce il divieto di presentare in pubblico l’imputato come colpevole.

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