Revenge Porn: cancellare informazioni personali da internet

Il revenge porn o vendetta pornografica è un reato molto grave e molto diffuso e le vittime appartengono a entrambi i sessi. Secondo un’indagine del Ministero dell’Interno in realtà più dell’80% sono giovani donne oppresse, i cui ex fidanzati o mariti divulgano video e foto a sfondo sessuale per danneggiare e screditare la vittima. Questo provoca nelle vittime un tremendo senso di vergogna per la violazione della propria intimità e per qualcosa di cui si viene ingiustamente colpevolizzate. In alcuni casi più gravi, purtroppo, a causa della forte violenza psicologica che ne deriva, alcune persone sono state spinte anche al suicidio. Nonostante la gravità e atrocità del fenomeno il revenge porn è punito con una normativa penale specifica solo in Italia, Australia, Canada, Filippine, Giappone, Israele, Malta, regno Unito e in alcuni Paesi degli Stati Uniti.

Cos’è il revenge porn

Il revenge porn (vendetta pornografica) è un reato che viene compiuto soprattutto nei confronti di donne non al corrente della cosa e che non hanno dato il consenso a diffondere le foto o i video sessuali personali. Di solito la diffusione avviene sui Social network, perché sono il mezzo più veloce e poco controllato per quanto riguarda il materiale pornografico. Ma chi è l’autore del revenge porn? Solitamente sono ex fidanzati o mariti che sono stati lasciati o traditi e che per vendetta decidono di mettere online selfie, video o dialoghi a sfondo sessuale, una sorta di punizione perché non accettano rifiuti dalle donne. Proprio per questo vorrebbero annientare la reputazione e la dignità della vittima così da isolarla da amici e parenti e metterla in una posizione difficile in ambito lavorativo. È considerato reato e viene punita anche la sola minaccia di mettere online questo tipo di informazioni così da intimorire e rendere difficile la vita di chi ne è vittima. In Italia il revenge porn è punito dall’articolo 612 ter del Codice penale cioè “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”, e il suo scopo è quello di tutelare la privacy, la reputazione e la libertà sessuale di ognuno di noi.

Quali sono le pene per chi riceve o diffonde le immagini

In Italia la legge condanna anche chi riceve o compra immagini e video pornografici di altri e li mette in circolo senza avere il consenso della persona in questione. La pena prevista prevede la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro. L’articolo 612 ter ha delle eccezioni che prevedono pene più severe, che variano da un terzo fino alla metà, nel caso in cui la divulgazione di immagine pornografiche è fatta dal coniuge, ex coniuge o comunque da qualsiasi persona che ha un legame affettivo con la vittima e poi nel caso in cui la vittima ha una situazione di inferiorità fisica o psichica o se la donna è in attesa di un bambino. Il revenge porn si può denunciare, entro 6 mesi da quando si è scoperto il fatto, alla Polizia e ai Carabinieri ed è inserito tra i delitti “a querela della persona offesa”. Nel caso in cui la vittima è una persona disabile o in gravidanza le Forze dell’ordine hanno la possibilità di avviare un procedimento d’ufficio.

Cancellare questo genere di contenuti da Google

Google ha un modulo specifico per gestire la richieste di rimozione di questo genere di contenuti: è denominato Rimuovere da Google immagini personali intime o esplicite non consensuali . Esso prevede, a determinate condizioni, la possibilità di presentare richiesta di rimozione attraverso questo link. Ti consigliamo di contattare un Webmaster o un Avvocato esperto in questi procedimenti per inviare correttamente la richiesta.

 

 

 

 

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