Eliminare notizie di cronaca penale da internet con la Riforma Cartabia

Attraverso la Riforma Cartabia è stato modificato l’art. 154 delle disp. Att. al codice di procedura penale in merito al processo di deindicizzazione. Con il nuovo testo approvato, infatti, è stato previsto che ogni indagato o imputato che abbia ottenuto una sentenza favorevole, tra cui assoluzione, non luogo a procedere o archiviazione, può avere un canale privilegiato per ottenere la cancellazione di dati compromettenti a lui connessi, successivamente al procedimento affrontato. Se ad esempio un cittadino, a seguito di un processo, ha ottenuto una sentenza di assoluzione, con il provvedimento potrà richiedere di rimuovere informazioni personali da Internet e dai motori di ricerca, i quali potranno mantenere in rete soltanto la vicenda, senza far comparire il nome dell’interessato.

La garanzia del diritto all’oblio con la Riforma Cartabia

Grazie a quanto approvato dalla Commissione è quindi stato garantito, in modo effettivo, il diritto all’oblio degli imputati o indagati rappresentando, inoltre, un principio di civiltà giuridica. Infatti, antecedentemente alla Riforma Cartabia, ottenere ad esempio la rimozione contenuti obsoleti Google non è per niente facile. Utilizzando i vari motori di ricerca accade molto spesso che un individuo, nonostante sia stato riabilitato per legge o abbia scontato la sua condanna, subisca preclusioni sociali che derivano proprio dalle notizie del suo passato presente in rete, ed è proprio per modificare questo concetto che è intervenuta la Riforma Cartabia.

Diritto all’oblio: cosa cambia con la Riforma Cartabia

Prima del testo della Riforma, ottenere una sentenza di archiviazione o assoluzione non portava un individuo ad ottenere automaticamente la deindicizzazione delle proprie informazioni personali dai motori di ricerca o la cancellazione dell’informazione dai siti web che l’avevano pubblicata. Per poter richiedere la rimozione di contenuti personali da una notizia sui motori di ricerca, l’interessato doveva compilare dei moduli che ancora oggi sono reperibili tramite i vari provider, come quello di Google con cui è possibile richiedere di rimuovere informazioni personali da Internet o URL collegati a notizie. Grazie all’emendamento di cui all’art. 13 bis del DDL A.C. nr. 2435, vige il principio della presunzione di innocenza, che è stato introdotto dalla direttiva UE 16/343 e che va anche a stabilire il divieto di presentare l’imputato come colpevole in pubblico.

 

 

 

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