Diritto all'Oblio
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Pubblicato da Miriam Paterna il 28 Agosto 2021

Diritto oblio privacy

Hai sentito o letto del diritto all’oblio ma non sai di cosa si tratta? Bene, continua a leggere questo articolo e lo vedremo insieme. Negli ultimi anni si sente sempre più parlare di questo diritto e sempre più persone ne sono interessate per la loro volontà di tutelare i propri dati sensibili online. Nel caso in cui tu abbia bisogno di esercitare questo diritto e di sapere come comportarti per la rimozione di informazioni da google, è prima necessario andare per gradi, sapere esattamente cos’è e come nasce il diritto all’oblio.

 

Come nasce il diritto all’oblio

Il diritto nasce nel 2016, voluto dall’Unione Europea insieme a un vero e proprio intero regolamento: il GDPR, l’acronimo con cui è meglio conosciuto il Regolamento Generale per le Protezione de Dati, è infatti il regolamento europeo con cui è possibile tutelare i propri dati sensibili online. Particolarmente interessante per il nostro caso è l’articolo 17 di questo nuovo Regolamento, che sancisce appunto il diritto all’oblio, ovvero il diritto di ciascun utente di richiedere la tutela dei propri dati online per privacy o per altri motivi, richiedendone la rimozione o la deindicizzazione. 

L’introduzione di questo nuovo regolamento ha sicuramente cambiato le cose ed obbligato qualsiasi tipo di azienda, compresi gestori di siti web e motori di ricerca, a sottostare a tutta una serie di regole per la tutela dei dati sensibili di ogni persona. Inoltre, ha obbligato ogni motore di ricerca ad adeguarsi alle nuove regole ed a fornire gli strumenti adeguati per esercitare questo diritto: tra questi, ogni motore di ricerca possiede dei moduli da compilare per richiedere la deindicizzazione dei contenuti personali ai sensi delle leggi europee sulla privacy.

 

Diritto all’oblio e deindicizzazione Google

La cancellazione di un contenuto o di un intero sito web avviene solo in casi gravi e soprattutto è eseguibile solo dal proprietario del sito stesso; in tutti gli altri casi, invece, è preferibile percorrere altre strade che tutelino la privacy degli utenti senza intaccare il diritto di informazione del grande pubblico o il diritto di cronaca degli autori. La giusta via di mezzo, il più delle volte, è la deindicizzazione di un contenuto personale, di dati, informazioni, un sito web o un pagina, che può essere richiesta invece direttamente al motore di ricerca.

Ma cosa si intende con il termine deindicizzazione e come è collegato esso al diritto all’oblio? Con il termine deindicizzazione si intende l’oscuramento del link al sito web nella pagina dei risultati di un motore di ricerca, come Google; ciò vuol dire che, al momento di una ricerca effettuata da un utente con l’utilizzo di determinate parole chiave, i contenuti deindicizzati continueranno ad esistere nei loro siti ma non saranno mostrati da Google nei suoi risultati di ricerca, essendo quindi molto meno (o quasi per niente) visibili agli occhi degli utenti.

Per fare ciò, ogni singolo motore di ricerca è dotato di un modulo apposito da compilare per gli utenti che vogliono richiedere la deindicizzazione di un contenuto, che dovrà essere poi inviato al team di Google per essere analizzata e, in caso, approvata.

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