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Pubblicato da Redazione il 3 Settembre 2021

Diritto all’Oblio e Notizie Obsolete, Infondate o Accusatorie

Talvolta, quando richiediamo la rimozione di informazioni o dati dal web, diventa imperativo capire quando ci si trova di fronte a una notizia obsoleta, infondata, accusatoria o certa. Per comprendere come funziona il web, bisogna ricordare che tutti possono aprire un blog o sito e scadere nel reato di diffamazione, e i fatti devono sempre essere riportati con taglio giornalistico. Per quanto riguarda i reati, Google talvolta sceglie di rimuovere delle notizie o informazioni in base anche al risultato del processo. Per esempio, nel caso in cui un soggetto sia assolto, se si desidera procedere con la richiesta di rimozione di uno o più link, si può assolutamente fare. Diverso è il caso in cui il fatto di cronaca è avvenuto di recente e pertanto è ancora di interesse pubblico. Il diritto all’informazione ha una “data di scadenza”? Quanto tempo passa prima che si possa richiedere di eliminare alcuni dati dal web? Nel caso dei reati penali, per esempio, se un soggetto viene assolto, può procedere con la richiesta di eliminazione di notizie online. È un suo diritto: il fatto non interessa più l’opinione pubblica. Non c’è però una data certa: bisogna valutare caso per caso.

Provvedimenti del Garante della Privacy

Per approfondire questa tematica, osserviamo il provvedimento del 2 luglio 2020 preso dal Garante della Privacy. Il richiedente in questo caso ha interpellato il Garante in quanto Google aveva rigettato la sua richiesta, che consisteva nell’eliminazione di link che lo vedevano protagonista di un fatto giudiziario, in cui successivamente è stato condannato a due anni di reclusione. Tuttavia, il fatto poi si è tramutato in una sospensione condizionale della pena, in quanto era avvenuto un travisamento dei fatti durante il primo processo. In questo caso, però, il garante ha dichiarato il reclamo infondato. Il provvedimento del 12 novembre 2020, invece, è molto complesso, in quanto il garante e Google hanno accolto solo in parte la richiesta del soggetto. Che cosa significa? In tal senso, alcuni link possono essere rimossi o meno, in base all’interesse pubblico o al motivo per cui si richiede l’eliminazione. Prima di rivolgersi al Garante, il richiedente aveva ottenuto un riscontro positivo da Google, ma solo in parte. Alcuni link erano rimasti sul web, offrendo però una panoramica distorta dei fatti: notizie dunque incomplete, che intaccavano la sua reputazione.

Diritto all’Oblio e Reputazione Online

La reputazione online è un vero e proprio problema per molti, e quando si parla di diritto all’oblio, diritto di informazione o cronaca, legge della privacy, è normale entrare un po’ in confusione. Sono dei temi estremamente delicati, che vanno affrontati con calma, senza ansia. Per questo motivo, soprattutto in base alla situazione in cui ci si trova, si consiglia di appellarsi al diritto all’oblio per la legge della privacy.  La gestione della web identity è una materia complessa: invitiamo sempre a riflettere, scegliere che cosa condividere, che sia un avvenimento, una foto o un dato sensibile. Purtroppo, infatti, tutto ciò che va online vi rimane in qualche modo. E diventa difficile rimuoverlo in seguito, soprattutto perché bisogna appellarsi ai motori di ricerca o al Garante della Privacy in caso di rigetto. Purtroppo, non sempre i motori di ricerca come Google rimuovono determinate informazioni dal web. Come comportarsi? Ci si può rivolgere al Garante della Privacy, il cui compito è applicare la legge in ogni sua parte? Assolutamente sì, ed è anzi un fatto piuttosto comune: approfondiamo alcuni provvedimenti per capire come affrontare preservare la propria reputazione online.

 

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