Cancellare notizie dai motori di ricerca, leggi questo provvedimento del Garante

Al giorno d’oggi cercare una persona o un brand attraverso i motori di ricerca significa anche potersi fare un’opinione su di essi. Parliamo della web reputation, che non è altro che l’opinione pubblica che si costruisce sul web tramite le informazioni presenti in rete. Spesso però i motori di ricerca sono oggetto di richiesta di cancellazione di informazioni personali, oggi infatti vi parleremo del Provvedimento n. 9426491 preso dal Garante Privacy nei confronti di Google e Bing. Vediamo di cosa si tratta. Ricordiamo che si ricorre al Garante della privacy anche per richiedere di cancellare notizie da internet.

La vicenda

Un cittadino ha presentato, in data 20 maggio 2019, un reclamo al Garante Privacy dopo che la sua richiesta di rimozione contenuti, presentata a Google LLC e Microsoft, è stata rifiutata. L’interessato, in particolare, aveva richiesto la rimozione di alcuni URL ai due motori di ricerca, i quali rimandavano a degli articoli contenenti notizie personali riguardanti una vicenda conclusa nel 2017 con una sentenza di applicazione della pena, della quale non veniva fatta menzione sul casellario giudiziale. Nonostante questo, però, le notizie non aggiornate ed inesatte continuavano a permanere sul web causando di conseguenza la lesione della reputazione online del cittadino interessato. A seguito della richiesta di rimozione, presentata a Google e Microsoft, l’individuo ha ottenuto soltanto in parte “giustizia”, visto che soltanto Microsoft, per quel che riguarda il motore di ricerca Bing, ha accettato la sua richiesta. Google, da parte sua, dichiarò che tale richiesta di esercizio del diritto all’oblio non poteva essere accolta visto che si trattava di notizie ancora recenti e per le quali il soggetto è stato indagato e condannato ad una pena di un anno e otto mesi di reclusione.

La decisione del Garante Privacy

A seguito del rifiuto da parte di Google l’interessato, insieme ai suoi legali, presentò reclamo al Garante Privacy ribadendo che da più di 4 anni non rivestiva più ruoli pubblici oltre che il caso preso in questione, è l’unico episodio isolato dopo aver condotto una carriera rispettosa delle regole. Inoltre, le notizie presenti su Google dal momento che non erano state aggiornate provocavano all’interessato un impatto troppo sbilanciato tra i due interessi in gioco, il suo e quello della collettività. Prendendo in esame le motivazioni del richiedente e di Google, il Garante Privacy ha ritenuto fondato il reclamo ordinando al motore di ricerca di rimuovere tutti gli URL in questione. Questo quanto dichiarato dal Garante: “Qualora venga concesso il beneficio della non menzione della condanna penale nel casellario giudiziale, la perdurante disponibilità sul web di articoli non aggiornati riferibili alla vicenda giudiziaria, vanificherebbe il beneficio riconosciuto dall’ordinamento finalizzato a limitare la conoscibilità della condanna subita da un determinato soggetto“.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: